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La Bibbia (it)

Geremia, Capitolo 4,  versi 13-31

13 Ecco, egli sale come nubi e come un turbine sono i suoi carri, i suoi cavalli sono più veloci delle aquile. Guai a noi che siamo perduti!
14 Purifica il tuo cuore dalla malvagità , Gerusalemme, perchè possa uscirne salva. Fino a quando albergheranno in te pensieri d'iniquità ?
15 Ecco, una voce reca la notizia da Dan, si annunzia la sventura dalle montagne di Efraim.
16 Annunziatelo alle genti, fatelo sapere a Gerusalemme. Gli assedianti vengono da una terra lontana, mandano urla contro le città di Giuda,
17 Come custodi d'un campo l'hanno circondata, perchè si è ribellata contro di me. Oracolo del Signore.
18 La tua condotta e le tue azioni ti hanno causato tutto ciò . Questo il guadagno della tua malvagità ; com'è amaro! Ora ti penetra fino al cuore.
19 Le mie viscere, le mie viscere! Sono straziato. Le pareti del mio cuore! Il cuore mi batte forte; non riesco a tacere, perché ho udito uno squillo di tromba, un fragore di guerra.
20 Si annunzia rovina sopra rovina: tutto il paese è devastato. A un tratto sono distrutte le mie tende, in un attimo i miei padiglioni.
21 Fino a quando dovrò vedere segnali e udire squilli di tromba?
22 «Stolto è il mio popolo: non mi conoscono, sono figli insipienti, senza intelligenza; sono esperti nel fare il male, ma non sanno compiere il bene».
23 Guardai la terra ed ecco solitudine e vuoto, i cieli, e non v'era luce.
24 Guardai i monti ed ecco tremavano e tutti i colli ondeggiavano.
25 Guardai ed ecco non c'era nessuno e tutti gli uccelli dell'aria erano volati via.
26 Guardai ed ecco la terra fertile era un deserto e tutte le sue città erano state distrutte dal Signore e dalla sua ira ardente.
27 Poiché dice il Signore: «Devastato sarà tutto il paese; io compirò uno sterminio.
28 Pertanto la terra sarà in lutto e i cieli lassù si oscureranno, perché io l'ho detto e non me ne pento, l'ho stabilito e non ritratterò ».
29 Per lo strepito di cavalieri e di arcieri ogni città è in fuga, vanno nella folta boscaglia e salgono sulle rupi. Ogni città è abbandonata, non c'è rimasto un sol uomo.
30 E tu, devastata, che farai? Anche se ti vestissi di scarlatto, ti adornassi di fregi d'oro e ti facessi gli occhi grandi con il bistro, invano ti faresti bella. I tuoi amanti ti disprezzano; essi vogliono la tua vita.
31 Sento un grido come di donna nei dolori, un urlo come di donna al primo parto, è il grido della figlia di Sion, che spasima e tende le mani: «Guai a me! Sono affranta, affranta per tutti gli uccisi».
Читать далее:Geremia, Capitolo 5

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