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La Bibbia (it)

Sapienza, Capitolo 13,  versi 10-19

10 Infelici sono coloro le cui speranze sono in cose morte e che chiamarono dei i lavori di mani d'uomo, oro e argento lavorati con arte, e immagini di animali, oppure una pietra inutile, opera di mano antica.
11 Se insomma un abile legnaiuolo, segato un albero maneggevole, ne raschia con diligenza tutta la scorza e, lavorando con abilità conveniente, ne forma un utensile per gli usi della vita;
12 raccolti poi gli avanzi del suo lavoro, li consuma per prepararsi il cibo e si sazia.
13 Quanto avanza ancora, buono proprio a nulla, legno distorto e pieno di nodi, lo prende e lo scolpisce per occupare il tempo libero; senza impegno, per diletto, gli dà una forma, lo fa simile a un'immagine umana
14 oppure a quella di un vile animale. Lo vernicia con minio, ne colora di rosso la superficie e ricopre con la vernice ogni sua macchia;
15 quindi, preparatagli una degna dimora, lo pone sul muro, fissandolo con un chiodo.
16 Provvede perché non cada, ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé ; esso infatti è solo un'immagine e ha bisogno di aiuto.
17 Eppure quando prega per i suoi beni, per le sue nozze e per i figli, non si vergogna di parlare a quell'oggetto inanimato; per la sua salute invoca un essere debole,
18 per la sua vita prega un morto: per un aiuto supplica un essere inetto, per il suo viaggio chi non può neppure camminare;
19 per acquisti, lavoro e successo negli affari, chiede abilità ad uno che è il più inabile di mani.
Читать далее:Sapienza, Capitolo 14

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