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La Bibbia (it)

Sapienza, Capitolo 14,  versi 11-20

11 Perciò ci sarà un castigo anche per gli idoli dei pagani, perché fra le creature di Dio son divenuti un abominio, e scandalo per le anime degli uomini, laccio per i piedi degli stolti.
12 L'invenzione degli idoli fu l'inizio della prostituzione, la loro scoperta portò la corruzione nella vita.
13 Essi non esistevano al principio né mai esisteranno.
14 Entrarono nel mondo per la vanità dell'uomo, per questo è stata decretata per loro una rapida fine.
15 Un padre, consumato da un lutto prematuro, ordinò un'immagine di quel suo figlio così presto rapito, e onorò come un dio chi poco prima era solo un defunto ordinò ai suoi dipendenti riti misterici e di iniziazione.
16 Poi l'empia usanza, rafforzatasi con il tempo, fu osservata come una legge.
17 Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani: i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza, riprodotte con arte le sembianze lontane, fecero un'immagine visibile del re venerato, per adulare con zelo l'assente, quasi fosse presente.
18 All'estensione del culto anche presso quanti non lo conoscevano, spinse l'ambizione dell'artista.
19 Questi infatti, desideroso di piacere al potente, si sforzò con l'arte di renderne più bella l'immagine;
20 il popolo, attratto dalla leggiadria dell'opera, considerò oggetto di culto colui che poco prima onorava come uomo.
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