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Мысли на каждый день года по церковным чтениям из Слова Божия

Феофан Затворник

Неделя двенадцатая по Пятидесятнице

«Трудно богатому войти в Царство Небесное». Тут разумеется богатый, который в самом себе видит много способов и много сил к своему благоденствию. Но коль скоро многоимеющий отсечет всякое пристрастие к имению, погасит в себе всякую на него надежду и перестанет видеть в нем существенную свою опору, тогда он в сердце бывает то же, что ничего неимеющий; такому открыта дорога в Царствие. Богатство тогда не только не мешает, но помогает, ибо дает способ благотворить. Не богатство беда, а упование на него и пристрастие к нему. Эту мысль можно обобщить так: кто на что уповает и к чему пристращается, тот тем и богат бывает. Кто на Бога единого уповает и к Нему всем сердцем прилепляется, тот Богом и богат; кто на другое что уповает, к тому и сердце свое обращает, кроме Бога, тот другим этим и богат, а не Богом. Отсюда выходит: кто не Богом богат, тому нет входа в Царствие Божие. Тут разумеются род, связи, ум, чины, круг действий и проч.

Отрывки к тексту:
1 Кор 15:1-11
Мф 10:16-26
1
Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi,
2
e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano!
3
Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture,
4
fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture,
5
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
6
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.
7
Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.
8
Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
9
Io infatti sono l'infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.
10
Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però , ma la grazia di Dio che è con me.
11
Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.
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16
Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
17
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;
18
e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
19
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire:
20
non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
21
Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.
22
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato.
23
Quando vi perseguiteranno in una città , fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo.
24
Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone;
25
è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebù l il padrone di casa, quanto più i suoi familiari!
26
Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.
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