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Встреча с Богом. Заметки к ежедневному чтению Библии. Деяния Святых Апостолов

Общество друзей Священного Писания

Блаженнее давать, нежели принимать [Деян. 20:1-38]

После того как опасность миновала, Павел решает покинуть Ефес. После трёх лет пастырского труда ему есть на кого оставить общину. Проведя зиму в Коринфе, где община переживала тяжёлый раскол, Павел прибывает в Милит, чтобы проститься с ефесскими пресвитерами, руководителями церковной общины. Он собирается идти в Иерусалим. Мы снова видим, как Павел руководствуется голосом Святого Духа. Прощальная речь Павла глубоко эмоциональна. Суровый, закалённый долгими путешествиями, прямой и мужественный человек, он был способен на проявление сильных чувств, обращаясь к духовным детям. Он действительно учит «со слезами», отдавая сердце каждому ученику. Он был чужд учительского тщеславия, но хорошо осознавал ответственность пастыря. Многие основанные Павлом общины переживали кризисы, стоило ему оставить их, и всякий раз он горько страдал, узнавая об этом. Только что Павел вернулся из Коринфа, доставившего ему много огорчений. И на этот раз он вновь предвидит искушения и беды на пути молодой общины.

Без ложной скромности, но с подлинным смирением Павел говорит о себе. Он идёт в неведомое, зная лишь, что его ждут «узы и скорби». Ничто не пугает его, ничто не дорого, кроме Того, Кого он постоянно видит перед собой — Идущего с Крестом. Он доверяет своих учеников Ему, приобретшему их Себе Своею Кровью.

И себя Павел отдал Ему без остатка. В жизни, труде, бесконечных дорогах апостола не было ничего, что он оставил бы себе. Он не пользовался даже содержанием от тех, кого учил, хотя это было бы только справедливо. У него не было ни семьи, ни здоровья, ни покоя, ни постоянного дома. «Блаженнее давать, нежели принимать», — этих слов Христа нет в Евангелии, они доходят до нас через речь апостола. И тут же вспоминаются другие слова Павла, обращённые к ученикам: «Подражайте мне, как я Христу» (1 Кор. 4:16).

Отрывки к тексту:
Деян 20:1-38
1
Appena cessato il tumulto, Paolo mandò a chiamare i discepoli e, dopo averli incoraggiati, li salutò e si mise in viaggio per la Macedonia.
2
Dopo aver attraversato quelle regioni, esortando con molti discorsi i fedeli, arrivò in Grecia.
3
Trascorsi tre mesi, poiché ci fu un complotto dei Giudei contro di lui, mentre si apprestava a salpare per la Siria, decise di far ritorno attraverso la Macedonia.
4
Lo accompagnarono Sò patro di Berè a, figlio di Pirro, Aristarco e Secondo di Tessalonica, Gaio di Derbe e Timò teo, e gli asiatici Tì chico e Trò fimo.
5
Questi però , partiti prima di noi ci attendevano a Troade;
6
noi invece salpammo da Filippi dopo i giorni degli Azzimi e li raggiungemmo in capo a cinque giorni a Troade dove ci trattenemmo una settimana.
7
Il primo giorno della settimana ci eravamo riuniti a spezzare il pane e Paolo conversava con loro; e poiché doveva partire il giorno dopo, prolungò la conversazione fino a mezzanotte.
8
C'era un buon numero di lampade nella stanza al piano superiore, dove eravamo riuniti;
9
un ragazzo chiamato Eutico, che stava seduto sulla finestra, fu preso da un sonno profondo mentre Paolo continuava a conversare e, sopraffatto dal sonno, cadde dal terzo piano e venne raccolto morto.
10
Paolo allora scese giù , si gettò su di lui, lo abbracciò e disse: «Non vi turbate; è ancora in vita!».
11
Poi risalì , spezzò il pane e ne mangiò e dopo aver parlato ancora molto fino all'alba, partì .
12
Intanto avevano ricondotto il ragazzo vivo, e si sentirono molto consolati.
13
Noi poi, che eravamo partiti per nave, facemmo vela per Asso, dove dovevamo prendere a bordo Paolo; così infatti egli aveva deciso, intendendo di fare il viaggio a piedi.
14
Quando ci ebbe raggiunti ad Asso, lo prendemmo con noi e arrivammo a Mitilè ne.
15
Salpati da qui il giorno dopo, ci trovammo di fronte a Chio; l'indomani toccammo Samo e il giorno dopo giungemmo a Milè to.
16
Paolo aveva deciso di passare al largo di Efeso per evitare di subire ritardi nella provincia d'Asia: gli premeva di essere a Gerusalemme, se possibile, per il giorno della Pentecoste.
17
Da Milè to mandò a chiamare subito ad Efeso gli anziani della Chiesa.
18
Quando essi giunsero disse loro: «Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia e per tutto questo tempo:
19
ho servito il Signore con tutta umiltà , tra le lacrime e tra le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei.
20
Sapete come non mi sono mai sottratto a ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi in pubblico e nelle vostre case,
21
scongiurando Giudei e Greci di convertirsi a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù .
22
Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme senza sapere ciò che là mi accadrà .
23
So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni.
24
Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù , di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio.
25
Ecco, ora so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunziando il regno di Dio.
26
Per questo dichiaro solennemente oggi davanti a voi che io sono senza colpa riguardo a coloro che si perdessero,
27
perché non mi sono sottratto al compito di annunziarvi tutta la volontà di Dio.
28
Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue.
29
Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge;
30
perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé .
31
Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi.
32
Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l'eredità con tutti i santificati.
33
Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno.
34
Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani.
35
In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù , che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!».
36
Detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò .
37
Tutti scoppiarono in un gran pianto e gettandosi al collo di Paolo lo baciavano,
38
addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave. Atti - Capitolo 21
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