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Мысли вслух на Деян 21:37-22:29

37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
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Павел рассказывает историю своего обращения, и до поры до времени толпа слушает его не только спокойно, но и, судя по всему, внимательно. Благодаря тому, что Лука сохранил для нас эту речь, мы имеем важное свидетельство Павла о втором явлении ему Христа, произошедшем во храме. Лука не упоминает об этом явлении в соответствующем месте своего повествования: видимо, сам Павел не часто рассказывал о нём, в отличие от истории обращения на пути в Дамаск. Противники же Павла именно после этой части его рассказа вновь стали вести себя по отношении к нему агрессивно.

Нападающим на Павла трудно принять Христа Господом в силу собственной предвзятости, но не только она застилает им разум и движет их поступками. Невозможно отделаться от впечатления, что у них выработался рефлекс при упоминании определённых слов и имён проявлять нерассуждающую ненависть. С таким явлением все мы не раз сталкивались и, видимо, ещё не раз встретимся. Что ж, жить, не задумываясь над сложными вопросами, до какой-то степени легче. Вот только неизбежным следствием такого выбора становится самооглупление, а затем и саморазрушение.

Другие мысли вслух

 
На Деян 22:3-16
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
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Обращение апостола Павла  — факт, повлиявший на жизнь миллиардов людей, изменивший судьбы стран и континентов. При этом надо отдавать себе отчет в том, что...  Читать далее

Обращение апостола Павла  — факт, повлиявший на жизнь миллиардов людей, изменивший судьбы стран и континентов. При этом надо отдавать себе отчет в том, что апостолом язычников стал человек, лично не знавший Иисуса, не пришедший к пустому гробу, не прошедший вместе с другими апостолами через первое освящение огнем Святого Духа. Павел был один из самых ревностных и последовательных преследователей христиан. Помимо его страстной веры и жажды истины, других личных качеств, которые мы открываем для себя, читая его послания, Павел является живым доказательством принципа своего учителя Гамалиила. И по сей день, нет более надежного способа понять, что перед нами – человеческое или вечное. «И ныне, говорю вам, отстаньте от людей сих и оставьте их; ибо если это предприятие и это дело — от человеков, то оно разрушится, а если от Бога, то вы не можете разрушить его; берегитесь, чтобы вам не оказаться и богопротивниками» (Деян 5:34-39). Считая необходимым преследовать христиан, Павел встретился с Иисусом Воскресшим. Свет ослепил его, голос оглушил, и, поняв, что оказался богопротивником, он покорился Богу, который явил себя униженным и распятым, чтобы привлечь к себе каждого.

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На Деян 21:37-22:29
37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
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Какой смысл был в той речи, которую произнёс Павел перед иерусалимской толпой? Вряд ли он мог ожидать сочувственного отклика после всего, что произошло. Ведь перед ним была та же самая толпа, которая только что заклеймила его, как отступника и разрушителя веры...  Читать далее

Какой смысл был в той речи, которую произнёс Павел перед иерусалимской толпой? Вряд ли он мог ожидать сочувственного отклика после всего, что произошло. Ведь перед ним была та же самая толпа, которая только что заклеймила его, как отступника и разрушителя веры. Можно ли было надеяться на обращение хотя бы кого-нибудь из слушавших?

Рассуждая по-человечески, конечно, нет. Но, рассуждая по-человечески, Павлу вообще не стоило возвращаться в Иерусалим. Теперь же ему оставалось лишь завершить своё служение — и завершить его свидетельством. И он рассказывает о себе и о своём пути всё, ничего не утаивая от слушающей его толпы. Может быть, впервые за время своего апостольского служения так подробно и с самого начала.

Оно и понятно: ведь здесь, в Иерусалиме, многие знали его ещё не Павлом и не апостолом, а Шаулем, учеником Гамалиэля. И теперь он рассказывает о том, как стал из Шауля Павлом. Личная духовная биография становится свидетельством. Оно и неудивительно: ведь главное свидетельство христианина — свидетельство о Царстве и о Христе, Который принёс Царство в мир. А такое свидетельство ничего не стоит, если свидетель сам не живёт жизнью Царства и не являет её миру. Но христианами не рождаются.

Никто не приходит в этот мир жителем Царства. Царство Божье, по слову Спасителя, берётся силой, и достичь его можно, лишь приложив к тому соответствующее усилие. Пройдя путь ко Христу и за Христом. Вот об этом пути и рассказывает Павел. О своём пути — ведь только о своём пути и можно рассказать всё. И тогда человек, прошедший путь в Царство и ставший его жителем, делается живым примером пути. Живым свидетельством. Свидетельством, непревзойдённым по своей наглядности и убедительности. Достойным завершением апостольского служения и земного пути христианина.

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На Деян 21:37-22:29
37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
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Павел рассказывает историю своего обращения, и до поры до времени толпа слушает его не только спокойно, но и, судя по...  Читать далее

Павел рассказывает историю своего обращения, и до поры до времени толпа слушает его не только спокойно, но и, судя по всему, внимательно. Благодаря тому, что Лука сохранил для нас эту речь, мы имеем важное свидетельство Павла о втором явлении ему Христа, произошедшем во храме. Лука не упоминает об этом явлении в соответствующем месте своего повествования: видимо, сам Павел не часто рассказывал о нём, в отличие от истории обращения на пути в Дамаск. Противники же Павла именно после этой части его рассказа вновь стали вести себя по отношении к нему агрессивно.

Нападающим на Павла трудно принять Христа Господом в силу собственной предвзятости, но не только она застилает им разум и движет их поступками. Невозможно отделаться от впечатления, что у них выработался рефлекс при упоминании определённых слов и имён проявлять нерассуждающую ненависть. С таким явлением все мы не раз сталкивались и, видимо, ещё не раз встретимся. Что ж, жить, не задумываясь над сложными вопросами, до какой-то степени легче. Вот только неизбежным следствием такого выбора становится самооглупление, а затем и саморазрушение.

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На Деян 21:27-22:30
27 Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d'Asia, vistolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando:
28 «Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; ora ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato il luogo santo!».
29 Avevano infatti veduto poco prima Trò fimo di Efeso in sua compagnia per la città , e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.
30 Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse da ogni parte. Impadronitisi di Paolo, lo trascinarono fuori del tempio e subito furono chiuse le porte.
31 Stavano gia cercando di ucciderlo, quando fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in rivolta.
32 Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso i rivoltosi. Alla vista del tribuno e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo.
33 Allora il tribuno si avvicinò , lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto s'informava chi fosse e che cosa avesse fatto.
34 Tra la folla però chi diceva una cosa, chi un'altra. Nell'impossibilità di accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.
35 Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.
36 La massa della gente infatti veniva dietro, urlando: «A morte!».
37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
30 Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro. Atti - Capitolo 23
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Теперь Павел обращается к своим соотечественникам с лестницы римской крепости. Чтобы лучше понять ситуацию, нужно...  Читать далее

Теперь Павел обращается к своим соотечественникам с лестницы римской крепости. Чтобы лучше понять ситуацию, нужно увидеть, настолько невыгодна его позиция. Его, обвиняемого в отречении от Моисеева закона, видят в городе в компании «язычника» Трофима, обвиняют в осквернении Храма (что каралось смертью), и хотят наказать (заметим, что иерусалимские христиане из иудеев даже не упоминаются в этом эпизоде — видимо они не слишком симпатизировали позиции Павла). Но отряд римского центуриона (в глазах иудеев — захватчики, оккупанты) мешают осуществлению этого законного, по их мнению, суда. Они арестовывают Павла, тем самым обеспечивая его безопасность, и позволяют ему обратиться к народу.

Вполне естественно услышать от Павла слово в защиту христианства, описание его встречи со Христом, указание на то, что для иудея законно и праведно верить в Иисуса, поскольку Он — Мессия. Но говорить о помиловании язычников и призвании их к вечной жизни — только не здесь и не в этой ситуации, не с башни гарнизона этих оккупантов! Наверное, в сходной ситуации оказались христиане Советского Союза, которым на оккупированных во время Великой Отечественной войны территориях немцы разрешали открывать разоренные советской властью церкви и нести людям Евангелие — по милости врагов. Павел согласен уважать чувства своего народа, уважать их взгляды, обычаи (как мы видели в предыдущем чтении). Но Павел не может отречься от слов Господа Иисуса, от своего призвания — нести язычникам и врагам своего народа весть о прощении грехов и спасении по вере во Христа.

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На Деян 21:27-22:30
27 Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d'Asia, vistolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando:
28 «Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; ora ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato il luogo santo!».
29 Avevano infatti veduto poco prima Trò fimo di Efeso in sua compagnia per la città , e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.
30 Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse da ogni parte. Impadronitisi di Paolo, lo trascinarono fuori del tempio e subito furono chiuse le porte.
31 Stavano gia cercando di ucciderlo, quando fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in rivolta.
32 Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso i rivoltosi. Alla vista del tribuno e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo.
33 Allora il tribuno si avvicinò , lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto s'informava chi fosse e che cosa avesse fatto.
34 Tra la folla però chi diceva una cosa, chi un'altra. Nell'impossibilità di accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.
35 Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.
36 La massa della gente infatti veniva dietro, urlando: «A morte!».
37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
30 Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro. Atti - Capitolo 23
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Сегодняшнее чтение ставит перед нами вопрос о национальной традиции, а также о её роли в духовной жизни народа и о её...  Читать далее

Сегодняшнее чтение ставит перед нами вопрос о национальной традиции, а также о её роли в духовной жизни народа и о её месте в Церкви. Конечно, когда дело касается еврейского народа, ситуация оказывается неоднозначной: ведь здесь национальное и религиозное оказались неразрывно связаны между собой ещё со времён Вавилонского плена, когда еврейство стало этноконфессиональной общиной, а евреем считался каждый член Синагоги, к какой бы нации он ни принадлежал до обращения в иудаизм. И всё же история, описанная в сегодняшнем отрывке, заставляет задуматься прежде всего о национальном самосознании, равно, впрочем, как и о его ограниченности. Примечательно, что началась она с обвинения Павла в том, что он ввёл в Храм иноплеменников, язычников, которым там было не место (Деян. 21 : 27 – 29). Евангелист упоминает, что обвинение было ошибочным (Деян. 21 : 29), но сути дела это не меняет, тем более, что и впоследствии, когда Павел обратился к собравшемуся народу, его слушали более-менее спокойно до тех пор, пока он не упомянул о том, что Бог послал его проповедовать язычникам (Деян. 22 : 21 – 22). Такая реакция, на первый взгляд, может показаться странной. В самом деле, Павел ведь проповедовал не какую-то новую религию, он свидетельствовал о Мессии и о Царстве, а такое свидетельство могло лишь привлечь внимание язычников и к Храму, и к Торе, и к иудаизму. Более того: в евангельскую эпоху иудейская миссия распространилась довольно широко, благодаря чему, собственно, в синагогах и появилось немалое число прозелитов, которые, не принимая иудаизм во всей его полноте, тем не менее верили в Бога Авраама. Казалось бы, мессианская проповедь Павла могла бы привлечь в Синагогу ещё больше новообращённых. Но было в его проповеди и нечто неприемлемое для иудеев, превыше всего ставивших собственную традицию: проповедь Павла открывала мессианское Царство для всех, не только для евреев, но и для всех прочих народов. Конечно, никто не стал бы закрывать иноплеменникам путь в Царство, но для иудеев было очевидно, что путь в него проходит только через Синагогу и никак иначе. Проще говоря, они были абсолютно уверены, что прежде, чем войти в Царство, ищущие его должны были стать евреями. Потому что мессианское Царство по определению может быть открыто только евреям. Сама мысль о том, что границы народа Божия могут быть раздвинуты за рамки еврейской общины, казалась многим из них кощунственной. И потому на Павла они смотрели, как на врага Божия и как на предателя своего народа. Так чрезмерная приверженность собственной национальной традиции становится преградой на пути в Царство.

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