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Мысли вслух на Деян 21:27-22:30

27 Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d'Asia, vistolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando:
28 «Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; ora ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato il luogo santo!».
29 Avevano infatti veduto poco prima Trò fimo di Efeso in sua compagnia per la città , e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.
30 Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse da ogni parte. Impadronitisi di Paolo, lo trascinarono fuori del tempio e subito furono chiuse le porte.
31 Stavano gia cercando di ucciderlo, quando fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in rivolta.
32 Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso i rivoltosi. Alla vista del tribuno e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo.
33 Allora il tribuno si avvicinò , lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto s'informava chi fosse e che cosa avesse fatto.
34 Tra la folla però chi diceva una cosa, chi un'altra. Nell'impossibilità di accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.
35 Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.
36 La massa della gente infatti veniva dietro, urlando: «A morte!».
37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
30 Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro. Atti - Capitolo 23
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Теперь Павел обращается к своим соотечественникам с лестницы римской крепости. Чтобы лучше понять ситуацию, нужно увидеть, настолько невыгодна его позиция. Его, обвиняемого в отречении от Моисеева закона, видят в городе в компании «язычника» Трофима, обвиняют в осквернении Храма (что каралось смертью), и хотят наказать (заметим, что иерусалимские христиане из иудеев даже не упоминаются в этом эпизоде — видимо они не слишком симпатизировали позиции Павла). Но отряд римского центуриона (в глазах иудеев — захватчики, оккупанты) мешают осуществлению этого законного, по их мнению, суда. Они арестовывают Павла, тем самым обеспечивая его безопасность, и позволяют ему обратиться к народу.

Вполне естественно услышать от Павла слово в защиту христианства, описание его встречи со Христом, указание на то, что для иудея законно и праведно верить в Иисуса, поскольку Он — Мессия. Но говорить о помиловании язычников и призвании их к вечной жизни — только не здесь и не в этой ситуации, не с башни гарнизона этих оккупантов! Наверное, в сходной ситуации оказались христиане Советского Союза, которым на оккупированных во время Великой Отечественной войны территориях немцы разрешали открывать разоренные советской властью церкви и нести людям Евангелие — по милости врагов. Павел согласен уважать чувства своего народа, уважать их взгляды, обычаи (как мы видели в предыдущем чтении). Но Павел не может отречься от слов Господа Иисуса, от своего призвания — нести язычникам и врагам своего народа весть о прощении грехов и спасении по вере во Христа.

Другие мысли вслух

 
На Деян 22:3-16
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
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Обращение апостола Павла  — факт, повлиявший на жизнь миллиардов людей, изменивший судьбы стран и континентов. При этом надо отдавать себе отчет в том, что...  Читать далее

Обращение апостола Павла  — факт, повлиявший на жизнь миллиардов людей, изменивший судьбы стран и континентов. При этом надо отдавать себе отчет в том, что апостолом язычников стал человек, лично не знавший Иисуса, не пришедший к пустому гробу, не прошедший вместе с другими апостолами через первое освящение огнем Святого Духа. Павел был один из самых ревностных и последовательных преследователей христиан. Помимо его страстной веры и жажды истины, других личных качеств, которые мы открываем для себя, читая его послания, Павел является живым доказательством принципа своего учителя Гамалиила. И по сей день, нет более надежного способа понять, что перед нами – человеческое или вечное. «И ныне, говорю вам, отстаньте от людей сих и оставьте их; ибо если это предприятие и это дело — от человеков, то оно разрушится, а если от Бога, то вы не можете разрушить его; берегитесь, чтобы вам не оказаться и богопротивниками» (Деян 5:34-39). Считая необходимым преследовать христиан, Павел встретился с Иисусом Воскресшим. Свет ослепил его, голос оглушил, и, поняв, что оказался богопротивником, он покорился Богу, который явил себя униженным и распятым, чтобы привлечь к себе каждого.

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На Деян 21:27-22:30
27 Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d'Asia, vistolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando:
28 «Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; ora ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato il luogo santo!».
29 Avevano infatti veduto poco prima Trò fimo di Efeso in sua compagnia per la città , e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.
30 Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse da ogni parte. Impadronitisi di Paolo, lo trascinarono fuori del tempio e subito furono chiuse le porte.
31 Stavano gia cercando di ucciderlo, quando fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in rivolta.
32 Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso i rivoltosi. Alla vista del tribuno e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo.
33 Allora il tribuno si avvicinò , lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto s'informava chi fosse e che cosa avesse fatto.
34 Tra la folla però chi diceva una cosa, chi un'altra. Nell'impossibilità di accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.
35 Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.
36 La massa della gente infatti veniva dietro, urlando: «A morte!».
37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
30 Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro. Atti - Capitolo 23
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Сегодняшнее чтение ставит перед нами вопрос о национальной традиции, а также о её роли в духовной жизни народа и о её...  Читать далее

Сегодняшнее чтение ставит перед нами вопрос о национальной традиции, а также о её роли в духовной жизни народа и о её месте в Церкви. Конечно, когда дело касается еврейского народа, ситуация оказывается неоднозначной: ведь здесь национальное и религиозное оказались неразрывно связаны между собой ещё со времён Вавилонского плена, когда еврейство стало этноконфессиональной общиной, а евреем считался каждый член Синагоги, к какой бы нации он ни принадлежал до обращения в иудаизм. И всё же история, описанная в сегодняшнем отрывке, заставляет задуматься прежде всего о национальном самосознании, равно, впрочем, как и о его ограниченности. Примечательно, что началась она с обвинения Павла в том, что он ввёл в Храм иноплеменников, язычников, которым там было не место (Деян. 21 : 27 – 29). Евангелист упоминает, что обвинение было ошибочным (Деян. 21 : 29), но сути дела это не меняет, тем более, что и впоследствии, когда Павел обратился к собравшемуся народу, его слушали более-менее спокойно до тех пор, пока он не упомянул о том, что Бог послал его проповедовать язычникам (Деян. 22 : 21 – 22). Такая реакция, на первый взгляд, может показаться странной. В самом деле, Павел ведь проповедовал не какую-то новую религию, он свидетельствовал о Мессии и о Царстве, а такое свидетельство могло лишь привлечь внимание язычников и к Храму, и к Торе, и к иудаизму. Более того: в евангельскую эпоху иудейская миссия распространилась довольно широко, благодаря чему, собственно, в синагогах и появилось немалое число прозелитов, которые, не принимая иудаизм во всей его полноте, тем не менее верили в Бога Авраама. Казалось бы, мессианская проповедь Павла могла бы привлечь в Синагогу ещё больше новообращённых. Но было в его проповеди и нечто неприемлемое для иудеев, превыше всего ставивших собственную традицию: проповедь Павла открывала мессианское Царство для всех, не только для евреев, но и для всех прочих народов. Конечно, никто не стал бы закрывать иноплеменникам путь в Царство, но для иудеев было очевидно, что путь в него проходит только через Синагогу и никак иначе. Проще говоря, они были абсолютно уверены, что прежде, чем войти в Царство, ищущие его должны были стать евреями. Потому что мессианское Царство по определению может быть открыто только евреям. Сама мысль о том, что границы народа Божия могут быть раздвинуты за рамки еврейской общины, казалась многим из них кощунственной. И потому на Павла они смотрели, как на врага Божия и как на предателя своего народа. Так чрезмерная приверженность собственной национальной традиции становится преградой на пути в Царство.

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На Деян 21:37-22:29
37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
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Какой смысл был в той речи, которую произнёс Павел перед иерусалимской толпой? Вряд ли он мог ожидать сочувственного отклика после всего, что произошло. Ведь перед ним была та же самая толпа, которая только что заклеймила его, как отступника и разрушителя веры...  Читать далее

Какой смысл был в той речи, которую произнёс Павел перед иерусалимской толпой? Вряд ли он мог ожидать сочувственного отклика после всего, что произошло. Ведь перед ним была та же самая толпа, которая только что заклеймила его, как отступника и разрушителя веры. Можно ли было надеяться на обращение хотя бы кого-нибудь из слушавших?

Рассуждая по-человечески, конечно, нет. Но, рассуждая по-человечески, Павлу вообще не стоило возвращаться в Иерусалим. Теперь же ему оставалось лишь завершить своё служение — и завершить его свидетельством. И он рассказывает о себе и о своём пути всё, ничего не утаивая от слушающей его толпы. Может быть, впервые за время своего апостольского служения так подробно и с самого начала.

Оно и понятно: ведь здесь, в Иерусалиме, многие знали его ещё не Павлом и не апостолом, а Шаулем, учеником Гамалиэля. И теперь он рассказывает о том, как стал из Шауля Павлом. Личная духовная биография становится свидетельством. Оно и неудивительно: ведь главное свидетельство христианина — свидетельство о Царстве и о Христе, Который принёс Царство в мир. А такое свидетельство ничего не стоит, если свидетель сам не живёт жизнью Царства и не являет её миру. Но христианами не рождаются.

Никто не приходит в этот мир жителем Царства. Царство Божье, по слову Спасителя, берётся силой, и достичь его можно, лишь приложив к тому соответствующее усилие. Пройдя путь ко Христу и за Христом. Вот об этом пути и рассказывает Павел. О своём пути — ведь только о своём пути и можно рассказать всё. И тогда человек, прошедший путь в Царство и ставший его жителем, делается живым примером пути. Живым свидетельством. Свидетельством, непревзойдённым по своей наглядности и убедительности. Достойным завершением апостольского служения и земного пути христианина.

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На Деян 21:37-22:29
37 Sul punto di esser condotto nella fortezza, Paolo disse al tribuno: «Posso dirti una parola?». «Conosci il greco?, disse quello,
38 Allora non sei quell'Egiziano che in questi ultimi tempi ha sobillato e condotto nel deserto i quattromila ribelli?».
39 Rispose Paolo: «Io sono un Giudeo di Tarso di Cilicia, cittadino di una città non certo senza importanza. Ma ti prego, lascia che rivolga la parola a questa gente».
40 Avendo egli acconsentito, Paolo, stando in piedi sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un grande silenzio, rivolse loro la parola in ebraico dicendo: Atti - Capitolo 22
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa davanti a voi».
Quando sentirono che parlava loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora di più .
Ed egli continuò : «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città , formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,
come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me;
caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?
Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava.
10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.
11 E poiché non ci vedevo più , a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.
12 Un certo Anania, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti,
13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista.
14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà , a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca,
15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.
16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.
17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi
18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me.
19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te;
20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano.
21 Allora mi disse: Và , perché io ti manderò lontano, tra i pagani».
22 Fino a queste parole erano stati ad ascoltarlo, ma allora alzarono la voce gridando: «Toglilo di mezzo; non deve più vivere!».
23 E poiché continuavano a urlare, a gettar via i mantelli e a lanciar polvere in aria,
24 il tribuno ordinò di portarlo nella fortezza, prescrivendo di interrogarlo a colpi di flagello al fine di sapere per quale motivo gli gridavano contro in tal modo.
25 Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che gli stava accanto: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?».
26 Udito ciò , il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!».
27 Allora il tribuno si recò da Paolo e gli domandò : «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì ».
28 Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho acquistata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita!».
29 E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura, rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene.
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Павел рассказывает историю своего обращения, и до поры до времени толпа слушает его не только спокойно, но и, судя по...  Читать далее

Павел рассказывает историю своего обращения, и до поры до времени толпа слушает его не только спокойно, но и, судя по всему, внимательно. Благодаря тому, что Лука сохранил для нас эту речь, мы имеем важное свидетельство Павла о втором явлении ему Христа, произошедшем во храме. Лука не упоминает об этом явлении в соответствующем месте своего повествования: видимо, сам Павел не часто рассказывал о нём, в отличие от истории обращения на пути в Дамаск. Противники же Павла именно после этой части его рассказа вновь стали вести себя по отношении к нему агрессивно.

Нападающим на Павла трудно принять Христа Господом в силу собственной предвзятости, но не только она застилает им разум и движет их поступками. Невозможно отделаться от впечатления, что у них выработался рефлекс при упоминании определённых слов и имён проявлять нерассуждающую ненависть. С таким явлением все мы не раз сталкивались и, видимо, ещё не раз встретимся. Что ж, жить, не задумываясь над сложными вопросами, до какой-то степени легче. Вот только неизбежным следствием такого выбора становится самооглупление, а затем и саморазрушение.

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На Деян 22:30-23:35
30 Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro. Atti - Capitolo 23
Con lo sguardo fisso al sinedrio Paolo disse: «Fratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in perfetta rettitudine di coscienza».
Ma il sommo sacerdote Anania ordinò ai suoi assistenti di percuoterlo sulla bocca.
Paolo allora gli disse: «Dio percuoterà te, muro imbiancato! Tu siedi a giudicarmi secondo la legge e contro la legge comandi di percuotermi?».
E i presenti dissero: «Osi insultare il sommo sacerdote di Dio?».
Rispose Paolo: «Non sapevo, fratelli, che è il sommo sacerdote; sta scritto infatti: Non insulterai il capo del tuo popolo».
Paolo sapeva che nel sinedrio una parte era di sadducei e una parte di farisei; disse a gran voce: «Fratelli, io sono un fariseo, figlio di farisei; io sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti».
Appena egli ebbe detto ciò , scoppiò una disputa tra i farisei e i sadducei e l'assemblea si divise.
I sadducei infatti affermano che non c'è risurrezione, né angeli, né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose.
Ne nacque allora un grande clamore e alcuni scribi del partito dei farisei, alzatisi in piedi, protestavano dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest'uomo. E se uno spirito o un angelo gli avesse parlato davvero?».
10 La disputa si accese a tal punto che il tribuno, temendo che Paolo venisse linciato da costoro, ordinò che scendesse la truppa a portarlo via di mezzo a loro e ricondurlo nella fortezza.
11 La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato per me a Gerusalemme, così è necessario che tu mi renda testimonianza anche a Roma».
12 Fattosi giorno, i Giudei ordirono una congiura e fecero voto con giuramento esecratorio di non toccare né cibo né bevanda, sino a che non avessero ucciso Paolo.
13 Erano più di quaranta quelli che fecero questa congiura.
14 Si presentarono ai sommi sacerdoti e agli anziani e dissero: «Ci siamo obbligati con giuramento esecratorio di non assaggiare nulla sino a che non avremo ucciso Paolo.
15 Voi dunque ora, insieme al sinedrio, fate dire al tribuno che ve lo riporti, col pretesto di esaminare più attentamente il suo caso; noi intanto ci teniamo pronti a ucciderlo prima che arrivi».
16 Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere del complotto; si recò alla fortezza, entrò e ne informò Paolo.
17 Questi allora chiamò uno dei centurioni e gli disse: «Conduci questo giovane dal tribuno, perché ha qualche cosa da riferirgli».
18 Il centurione lo prese e lo condusse dal tribuno dicendo: «Il prigioniero Paolo mi ha fatto chiamare e mi ha detto di condurre da te questo giovanetto, perché ha da dirti qualche cosa».
19 Il tribuno lo prese per mano, lo condusse in disparte e gli chiese: «Che cosa è quello che hai da riferirmi?».
20 Rispose: «I Giudei si sono messi d'accordo per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, col pretesto di informarsi più accuratamente nei suoi riguardi.
21 Tu però non lasciarti convincere da loro, poiché più di quaranta dei loro uomini hanno ordito un complotto, facendo voto con giuramento esecratorio di non prendere cibo né bevanda finché non l'abbiano ucciso; e ora stanno pronti, aspettando che tu dia il tuo consenso».
22 Il tribuno congedò il giovanetto con questa raccomandazione: «Non dire a nessuno che mi hai dato queste informazioni».
23 Fece poi chiamare due dei centurioni e disse: «Preparate duecento soldati per andare a Cesarè a insieme con settanta cavalieri e duecento lancieri, tre ore dopo il tramonto.
24 Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perché sia condotto sano e salvo dal governatore Felice».
25 Scrisse anche una lettera in questi termini:
26 «Claudio Lisia all'eccellentissimo governatore Felice, salute.
27 Quest'uomo è stato assalito dai Giudei e stava per essere ucciso da loro; ma sono intervenuto con i soldati e l'ho liberato, perché ho saputo che è cittadino romano.
28 Desideroso di conoscere il motivo per cui lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio.
29 Ho trovato che lo si accusava per questioni relative alla loro legge, ma che in realtà non c'erano a suo carico imputazioni meritevoli di morte o di prigionia.
30 Sono stato però informato di un complotto contro quest'uomo da parte loro, e così l'ho mandato da te, avvertendo gli accusatori di deporre davanti a te quello che hanno contro di lui. Stà bene».
31 Secondo gli ordini ricevuti, i soldati presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipà tride.
32 Il mattino dopo, lasciato ai cavalieri il compito di proseguire con lui, se ne tornarono alla fortezza.
33 I cavalieri, giunti a Cesarè a, consegnarono la lettera al governatore e gli presentarono Paolo.
34 Dopo averla letta, domandò a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era della Cilicia, disse:
35 «Ti ascolterò quando saranno qui anche i tuoi accusatori». E diede ordine di custodirlo nel pretorio di Erode. Atti - Capitolo 24
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События вокруг Павла развивались стремительно. И, конечно, от выяснения истины они были весьма далеки. Если кто-то и был заинтересован в том, чтобы разобраться...  Читать далее

События вокруг Павла развивались стремительно. И, конечно, от выяснения истины они были весьма далеки. Если кто-то и был заинтересован в том, чтобы разобраться хоть в чём-то, то это были представители римской власти, тем более, что речь шла о римском гражданине.

У всех остальных интерес был исключительно партийный: не случайно, когда Павел заговорил о том, что его судят за веру в воскресение мёртвых, представители фарисейской партии в Синедрионе тут же оказались на его стороне, не вдаваясь в подробности. Тут именно чисто партийное мышление: своих и чужих определяют по неким вербальным меткам, своего рода маркерам. Для фарисеев такой меткой было выражение «воскресение мёртвых», так что, услышав его, представители фарисейской партии в Синедрионе сразу встали на сторону Павла.

Так вопросы духовной жизни, деградируя до вопросов политических, порождают идеологию, в которой всегда господствует схема и система меток «свой – чужой». А следующий этап духовной деградации — ненависть к тому, кто в твоём собственном воображении или даже в действительности является твоим противником. Как у тех сорока человек, что дали зарок не есть и не пить до тех пор, пока не убьют Павла.

В этом состоянии человек просто не видит возможности сосуществования со своим противником в одном мире, каким бы широким мир ни был. Особенно часто такая ненависть возникает на почве религиозной, хотя её источником могут стать, конечно, и другие идеи помимо религиозных. И тогда политика и идеология порождают нечто ещё более чудовищное — фанатизм. Становясь фанатиком, человек буквально превращается в одержимого, отдавая свою волю во власть некой идеи или задачи, обычно невыполнимой или просто иллюзорной.

Но самому одержимому кажется, что, реши он эту задачу или осуществи идею, и мир станет идеальным, совершенным местом, где не будет ни зла, ни греха. Все прочие состояния богообщение затрудняют, отвлекая человека от Бога, фанатизм же исключает его вовсе. Потому-то и Павлу, и всем остальным было ясно, что говорить с фанатиками не о чем. И тогда представители римской власти предпринимают меры для спасения апостола и увозят его из Иерусалима.

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На Деян 22:30-23:35
30 Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro. Atti - Capitolo 23
Con lo sguardo fisso al sinedrio Paolo disse: «Fratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in perfetta rettitudine di coscienza».
Ma il sommo sacerdote Anania ordinò ai suoi assistenti di percuoterlo sulla bocca.
Paolo allora gli disse: «Dio percuoterà te, muro imbiancato! Tu siedi a giudicarmi secondo la legge e contro la legge comandi di percuotermi?».
E i presenti dissero: «Osi insultare il sommo sacerdote di Dio?».
Rispose Paolo: «Non sapevo, fratelli, che è il sommo sacerdote; sta scritto infatti: Non insulterai il capo del tuo popolo».
Paolo sapeva che nel sinedrio una parte era di sadducei e una parte di farisei; disse a gran voce: «Fratelli, io sono un fariseo, figlio di farisei; io sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti».
Appena egli ebbe detto ciò , scoppiò una disputa tra i farisei e i sadducei e l'assemblea si divise.
I sadducei infatti affermano che non c'è risurrezione, né angeli, né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose.
Ne nacque allora un grande clamore e alcuni scribi del partito dei farisei, alzatisi in piedi, protestavano dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest'uomo. E se uno spirito o un angelo gli avesse parlato davvero?».
10 La disputa si accese a tal punto che il tribuno, temendo che Paolo venisse linciato da costoro, ordinò che scendesse la truppa a portarlo via di mezzo a loro e ricondurlo nella fortezza.
11 La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato per me a Gerusalemme, così è necessario che tu mi renda testimonianza anche a Roma».
12 Fattosi giorno, i Giudei ordirono una congiura e fecero voto con giuramento esecratorio di non toccare né cibo né bevanda, sino a che non avessero ucciso Paolo.
13 Erano più di quaranta quelli che fecero questa congiura.
14 Si presentarono ai sommi sacerdoti e agli anziani e dissero: «Ci siamo obbligati con giuramento esecratorio di non assaggiare nulla sino a che non avremo ucciso Paolo.
15 Voi dunque ora, insieme al sinedrio, fate dire al tribuno che ve lo riporti, col pretesto di esaminare più attentamente il suo caso; noi intanto ci teniamo pronti a ucciderlo prima che arrivi».
16 Ma il figlio della sorella di Paolo venne a sapere del complotto; si recò alla fortezza, entrò e ne informò Paolo.
17 Questi allora chiamò uno dei centurioni e gli disse: «Conduci questo giovane dal tribuno, perché ha qualche cosa da riferirgli».
18 Il centurione lo prese e lo condusse dal tribuno dicendo: «Il prigioniero Paolo mi ha fatto chiamare e mi ha detto di condurre da te questo giovanetto, perché ha da dirti qualche cosa».
19 Il tribuno lo prese per mano, lo condusse in disparte e gli chiese: «Che cosa è quello che hai da riferirmi?».
20 Rispose: «I Giudei si sono messi d'accordo per chiederti di condurre domani Paolo nel sinedrio, col pretesto di informarsi più accuratamente nei suoi riguardi.
21 Tu però non lasciarti convincere da loro, poiché più di quaranta dei loro uomini hanno ordito un complotto, facendo voto con giuramento esecratorio di non prendere cibo né bevanda finché non l'abbiano ucciso; e ora stanno pronti, aspettando che tu dia il tuo consenso».
22 Il tribuno congedò il giovanetto con questa raccomandazione: «Non dire a nessuno che mi hai dato queste informazioni».
23 Fece poi chiamare due dei centurioni e disse: «Preparate duecento soldati per andare a Cesarè a insieme con settanta cavalieri e duecento lancieri, tre ore dopo il tramonto.
24 Siano pronte anche delle cavalcature e fatevi montare Paolo, perché sia condotto sano e salvo dal governatore Felice».
25 Scrisse anche una lettera in questi termini:
26 «Claudio Lisia all'eccellentissimo governatore Felice, salute.
27 Quest'uomo è stato assalito dai Giudei e stava per essere ucciso da loro; ma sono intervenuto con i soldati e l'ho liberato, perché ho saputo che è cittadino romano.
28 Desideroso di conoscere il motivo per cui lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio.
29 Ho trovato che lo si accusava per questioni relative alla loro legge, ma che in realtà non c'erano a suo carico imputazioni meritevoli di morte o di prigionia.
30 Sono stato però informato di un complotto contro quest'uomo da parte loro, e così l'ho mandato da te, avvertendo gli accusatori di deporre davanti a te quello che hanno contro di lui. Stà bene».
31 Secondo gli ordini ricevuti, i soldati presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipà tride.
32 Il mattino dopo, lasciato ai cavalieri il compito di proseguire con lui, se ne tornarono alla fortezza.
33 I cavalieri, giunti a Cesarè a, consegnarono la lettera al governatore e gli presentarono Paolo.
34 Dopo averla letta, domandò a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era della Cilicia, disse:
35 «Ti ascolterò quando saranno qui anche i tuoi accusatori». E diede ordine di custodirlo nel pretorio di Erode. Atti - Capitolo 24
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Распря, расколовшая Синедрион после слов Павла, может показаться искусственно спровоцированной им, а сама его...  Читать далее

Распря, расколовшая Синедрион после слов Павла, может показаться искусственно спровоцированной им, а сама его речь - хитрым ходом и только. Между тем, у нас нет оснований сомневаться в том, что Павел совершенно искренне называет себя фарисеем, поскольку он не намерен отрекаться от своего происхождения и готов лучшее, что было свойственно фарисеям - твёрдое упование на Господа и знание закона - принести в дар Христу и Церкви.

Да, Христос неоднократно обличал фарисеев и предостерегал учеников от закваски фарисейской, но Он же, указывая на фарисеев, советовал не отвергать уровень их праведности, а превзойти его. Фарисеям многое было дано, поэтому с них и повышенный спрос, и по этой же причине их обступает больше искушений. Свойственная многим из них самоправедность не является монопольной привилегией одной лишь этой категории людей, так что фарисеем в дурном смысле слова может оказаться каждый. А в том, как фарисеи Синедриона взялись заступаться за Павла, можно увидеть не только то, что они взялись защищать "своего", попавшись на его хитрость, но и то, что в их сердцах не всё зачерствело под коркой формального законничества.

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На Деян 21:17-36
17 Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente.
18 L'indomani Paolo fece visita a Giacomo insieme con noi: c'erano anche tutti gli anziani.
19 Dopo aver rivolto loro il saluto, egli cominciò a esporre nei particolari quello che Dio aveva fatto tra i pagani per mezzo suo.
20 Quand'ebbero ascoltato, essi davano gloria a Dio; quindi dissero a Paolo: «Tu vedi, o fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e tutti sono gelosamente attaccati alla legge.
21 Ora hanno sentito dire di te che vai insegnando a tutti i Giudei sparsi tra i pagani che abbandonino Mosè , dicendo di non circoncidere più i loro figli e di non seguire più le nostre consuetudini.
22 Che facciamo? Senza dubbio verranno a sapere che sei arrivato.
23 Fà dunque quanto ti diciamo: vi sono fra noi quattro uomini che hanno un voto da sciogliere.
24 Prendili con te, compi la purificazione insieme con loro e paga tu la spesa per loro perché possano radersi il capo. Così tutti verranno a sapere che non c'è nulla di vero in ciò di cui sono stati informati, ma che invece anche tu ti comporti bene osservando la legge.
25 Quanto ai pagani che sono venuti alla fede, noi abbiamo deciso ed abbiamo loro scritto che si astengano dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, da ogni animale soffocato e dalla impudicizia».
26 Allora Paolo prese con sé quegli uomini e il giorno seguente, fatta insieme con loro la purificazione, entrò nel tempio per comunicare il compimento dei giorni della purificazione, quando sarebbe stata presentata l'offerta per ciascuno di loro.
27 Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d'Asia, vistolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando:
28 «Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; ora ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato il luogo santo!».
29 Avevano infatti veduto poco prima Trò fimo di Efeso in sua compagnia per la città , e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.
30 Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse da ogni parte. Impadronitisi di Paolo, lo trascinarono fuori del tempio e subito furono chiuse le porte.
31 Stavano gia cercando di ucciderlo, quando fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in rivolta.
32 Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso i rivoltosi. Alla vista del tribuno e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo.
33 Allora il tribuno si avvicinò , lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto s'informava chi fosse e che cosa avesse fatto.
34 Tra la folla però chi diceva una cosa, chi un'altra. Nell'impossibilità di accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.
35 Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.
36 La massa della gente infatti veniva dietro, urlando: «A morte!».
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Павел с готовностью выполняет просьбу апостолов о выполнении правил очищения, да он и сам не возражает против их...  Читать далее

Павел с готовностью выполняет просьбу апостолов о выполнении правил очищения, да он и сам не возражает против их соблюдения, но происходит недоразумение. Впрочем, можно ли назвать недоразумением вполне закономерное проявление ненависти? Не было ничего случайного в том, что Павел попался на глаза людям, враждебно настроенным не только по отношению к нему, но и к остальным христианам. К этому времени Павел был уже широко известен, и даже если бы асийские иудеи не приняли его спутников в храме за язычников, то всё равно или они, или ещё кто-нибудь нашли бы, к чему придраться. Те, кем движет предвзятость, способны увидеть неположенное где угодно и когда угодно. А толпа, если в ней пробудить ярость, и вовсе не намерена рассуждать, было бы кого «измочалить».

Павла выручают римляне, и в результате он оказывается в двусмысленном положении, ведь он находится под защитой закона, принесённого оккупантами, а значит, теперь Павлу не избежать обвинений в предательстве. Впрочем, люди, говорящие соотечественникам горькую правду, нередко вынуждены терпеть от них не только поношения, но и обвинения в отсутствии патриотизма, здесь жизненный путь Павла в какой-то мере напоминает судьбу Иеремии. Но проходит время, и если не самим обличаемым землякам, то их детям или же внукам приходится признать, что обличители любили свой народ больше, чем восхвалители.

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На Деян 21:17-36
17 Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente.
18 L'indomani Paolo fece visita a Giacomo insieme con noi: c'erano anche tutti gli anziani.
19 Dopo aver rivolto loro il saluto, egli cominciò a esporre nei particolari quello che Dio aveva fatto tra i pagani per mezzo suo.
20 Quand'ebbero ascoltato, essi davano gloria a Dio; quindi dissero a Paolo: «Tu vedi, o fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e tutti sono gelosamente attaccati alla legge.
21 Ora hanno sentito dire di te che vai insegnando a tutti i Giudei sparsi tra i pagani che abbandonino Mosè , dicendo di non circoncidere più i loro figli e di non seguire più le nostre consuetudini.
22 Che facciamo? Senza dubbio verranno a sapere che sei arrivato.
23 Fà dunque quanto ti diciamo: vi sono fra noi quattro uomini che hanno un voto da sciogliere.
24 Prendili con te, compi la purificazione insieme con loro e paga tu la spesa per loro perché possano radersi il capo. Così tutti verranno a sapere che non c'è nulla di vero in ciò di cui sono stati informati, ma che invece anche tu ti comporti bene osservando la legge.
25 Quanto ai pagani che sono venuti alla fede, noi abbiamo deciso ed abbiamo loro scritto che si astengano dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, da ogni animale soffocato e dalla impudicizia».
26 Allora Paolo prese con sé quegli uomini e il giorno seguente, fatta insieme con loro la purificazione, entrò nel tempio per comunicare il compimento dei giorni della purificazione, quando sarebbe stata presentata l'offerta per ciascuno di loro.
27 Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d'Asia, vistolo nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando:
28 «Uomini d'Israele, aiuto! Questo è l'uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; ora ha introdotto perfino dei Greci nel tempio e ha profanato il luogo santo!».
29 Avevano infatti veduto poco prima Trò fimo di Efeso in sua compagnia per la città , e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio.
30 Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse da ogni parte. Impadronitisi di Paolo, lo trascinarono fuori del tempio e subito furono chiuse le porte.
31 Stavano gia cercando di ucciderlo, quando fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in rivolta.
32 Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso i rivoltosi. Alla vista del tribuno e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo.
33 Allora il tribuno si avvicinò , lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto s'informava chi fosse e che cosa avesse fatto.
34 Tra la folla però chi diceva una cosa, chi un'altra. Nell'impossibilità di accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.
35 Quando fu alla gradinata, dovette essere portato a spalla dai soldati a causa della violenza della folla.
36 La massa della gente infatti veniva dietro, urlando: «A morte!».
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Самое серьёзное испытание для религиозного человека — это испытание свободой. Притом свободой не только своей, но и чужой. Особенно если речь идёт о ком-то, кого этот религиозный человек воспринимает как «своего». Придя в Иерусалим, Павел сполна испытал на себе гнев «своих», возмутившихся против его свободы...  Читать далее

Самое серьёзное испытание для религиозного человека — это испытание свободой. Притом свободой не только своей, но и чужой. Особенно если речь идёт о ком-то, кого этот религиозный человек воспринимает как «своего». Придя в Иерусалим, Павел сполна испытал на себе гнев «своих», возмутившихся против его свободы. Апостол, разумеется, вовсе не был противником религии как таковой. Он полностью разделял мнение апостольского собора: религия в Церкви допустима, но она не должна быть обязательной и её нельзя никому навязывать. Иерусалимская церковь состояла практически полностью из евреев, а значит, из людей религиозных.

Павел, разумеется, не собирался насаждать в Иерусалиме порядок и практику малоазийских церквей, состоявших в значительной мере из недавних язычников, а значит, из людей светских. Его вовсе не тяготит его собственная религиозная традиция: он без всякого внутреннего протеста совершает положенные очистительные ритуалы, прекрасно ему известные с детства, и приходит в Храм, знакомый с юности, со времени обучения у Гамалиэля. Но оказывается, мало быть религиозным человеком самому, чтобы успокоить религиозное сознание.

Религиозное сознание обладает той цельностью, которая исключает всякую альтернативу. Если человек не принадлежит религии всецело, если она для него — лишь часть жизни, а не вся жизнь, его религиозная совесть не бывает спокойна. Для Павла его религиозность абсолютом не была, но и совесть его не была уже совестью религиозного человека. Он давно уже вышел за рамки своей религии и своей религиозности. Его духовная жизнь была связана с Царством, а не с религией. Религия, разумеется, апостола не пугала, но она не стояла для него на первом месте. И религиозная толпа, собравшаяся на храмовом дворе, это прекрасно почувствовала.

И даже выразила своё чувство устами людей, обвинявших Павла в том, что он призывал других не соблюдать иудейские традиции. Казалось бы, почему те, кого сами евреи считают язычниками, должны были бы соблюдать иудейские традиции? И почему Павел должен был бы им эти традиции навязывать? А он ведь никого никогда не отвращал от иудаизма, он лишь не стремился сделать иудеями всех и каждого, кому проповедовал! Но именно такое поведение для религиозного сознания и есть отступничество.

В мире есть лишь одна истина, в жизни может быть только одна цель, и если проповедник проповедует не мою религию, он неверный. А если он был «нашим» и проповедовал нашу религию, а теперь проповедует что-то другое, значит, он отступник. И тут уже неважно, существовал ли на самом деле тот язычник-эфесец, которого Павел якобы ввёл на двор, где тому нельзя было находиться: если его не было, его надо было выдумать, и его выдумали. Так начинается завершающий этап служения Павла и его земного пути: столкновением с религией, с той самой силой, которую он считал главной угрозой для духовного становления Церкви.

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